
L’isterosalpingografia è un esame diagnostico strumentale di fondamentale importanza nell’ambito della ginecologia e della medicina della riproduzione. Viene prescritto prevalentemente per studiare la morfologia della cavità uterina e verificare la pervietà delle tube di Falloppio.
Grazie a questo controllo, i medici possono individuare con precisione eventuali ostacoli strutturali che impediscono l’incontro tra ovulo e spermatozoo, rappresentando una tappa chiave nella valutazione della fertilità femminile.
Isterosalpingografia: a cosa serve e quando è indicata
L’obiettivo principale dell’isterosalpingografia è analizzare l’anatomia interna dell’apparato riproduttivo femminile. Questo esame di diagnostica per immagini permette di verificare se le tube di Falloppio sono aperte e funzionanti oppure se presentano ostruzioni o dilatazioni anomale.
Inoltre, consente di osservare la forma e la regolarità delle pareti dell’utero, aiutando a diagnosticare diverse condizioni cliniche, tra cui:
- Malformazioni uterine congenite, come l’utero setto o bicorne.
- Polipi o fibromi che alterano la struttura della cavità uterina.
- Aderenze interne (sinechie) derivanti da precedenti infiammazioni o interventi chirurgici.
- Ostruzioni tubariche, che rappresentano una delle cause più comuni di difficoltà nel concepimento.
Di norma, lo specialista suggerisce l’isterosalpingografia quando una donna intraprende un check-up della fertilità o in presenza di aborti spontanei ricorrenti, per escludere alterazioni anatomiche che possano ostacolare l’impianto e lo sviluppo della gravidanza.
Come si svolge l’esame e cosa aspettarsi
L’isterosalpingografia è una procedura ambulatoriale sicura, che dura circa 15-20 minuti e non richiede anestesia. L’esame si esegue preferibilmente tra l’ottavo e il dodicesimo giorno del ciclo mestruale, al termine delle mestruazioni e prima dell’ovulazione, per escludere una gravidanza in corso e trovare l’endometrio nelle condizioni ottimali.
Durante la procedura, la paziente si accomoda sul lettino ginecologico. Il medico inserisce uno speculum per visualizzare il collo dell’utero e posiziona un sottile catetere. Attraverso questo tubicino viene introdotto un liquido di contrasto che scorre all’interno della cavità uterina e lungo le tube di Falloppio.
Contemporaneamente, vengono acquisite immagini radiografiche che mostrano il percorso del mezzo di contrasto. Se le tube sono aperte, il liquido le attraversa liberamente e si disperde nella cavità addominale, dove viene riassorbito in modo naturale dall’organismo. Molte donne temono che l’esame possa essere doloroso: in realtà, è generalmente ben tollerato. Durante l’iniezione del liquido si può avvertire un fastidio simile ai crampi mestruali, un’incombenza temporanea che scompare rapidamente. Al termine dell’isterosalpingografia è possibile tornare subito alle consuete attività quotidiane.

