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Ginecologia

La ginecologia è la branca della medicina che comprende lo studio della fisiologia e delle patologie dell’apparato riproduttivo femminile.

La visita ginecologica è un esame specialistico ed è un appuntamento estremamente importante per ogni donna, configurandosi infatti come un approccio preventivo ai tumori femminili e di altre patologie degli organi riproduttivi.

L’età a cui sottoporsi per la prima volta ad una visita ginecologica varia a seconda di alcuni fattori, come la presenza di disturbi particolari (es. infiammazioni ai genitali esterni, disfunzioni ormonali, alterazioni dello sviluppo dell’apparato genitale) e l’inizio dell’attività sessuale.

Generalmente, è raccomandato sottoporsi ad un controllo tra i 16-21 anni oppure entro l’anno dal primo rapporto sessuale e in particolare, quando si hanno rapporti occasionali non protetti, al fine di scongiurare una gravidanza non desiderata o il rischio di contrarre malattie veneree.

Ogni visita è preceduta da un colloquio informativo, durante il quale il medico raccoglie le informazioni anamnestiche e poi procede ad una successiva valutazione clinica attraverso un’ispezione dei genitali esterni (vulva), a cui segue la valutazione dei genitali interni (esplorazione vaginale e la palpazione bimanuale per la valutazione di utero e ovaie, esame svolto con lo speculum per l’analisi del collo uterino).

La visita ginecologica è inoltre fondamentale per il monitoraggio di patologie già diagnosticate in precedenza (tumori dei genitali esterni ed interni, vaginiti, cisti ovariche, endometriosi, ecc.) e per la prescrizione della terapia anticoncezionale. 

dott. Rosalbino Biamonte – specialista in Ginecologia

Quando prenotare una visita ginecologica

Può essere eseguita su richiesta della donna o del medico curante, in caso di:

  • controllo periodico, utile per la prevenzione e la diagnosi precoce di patologie dell’apparato genitale femminile;
  • preoccupazioni o necessità di informazioni sulla propria salute, sulla contraccezione o sulla sessualità;
  • sospetto di disturbi o patologie dell’apparato genitale femminile.

E’ fortemente consigliata se compaiono disturbi insoliti come:

  • dolore vaginale
  • bruciore o prurito intimo
  • perdite vaginali diverse dal solito per colore, consistenza, quantità e/o odore
  • dolore pelvico di qualsiasi genere (durante le mestruazioni o negli altri giorni del ciclo)
  • perdite di sangue tra un ciclo e l’altro
  • dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia)
  • problemi correlati alla menopausa e senilità.

Esami complementari

 

Dopo la visita ginecologica e in base ai sintomi e al sospetto diagnostico, lo specialista può richiedere ulteriori esami di approfondimento, tra cui:

  • Pap test
  • Test di gravidanza
  • esame microscopico delle secrezioni vaginali per identificare le infezioni (tricomoniasi, vaginiti batteriche, candidosi, ecc.)
  • Test microbiologici per ricercare microrganismi responsabili delle malattie a trasmissione sessuale (neisseria gonorrhoeae, clhamydiatrachomatis, ecc.)
  • test HPV (DNA HPV test) che mira ad identificare i ceppi del Papillomavirus ad alto rischio oncogeno, frequentemente associati allo sviluppo del carcinoma della cervice uterina
  • Vulvoscopia e colposcopia per la definizione di lesioni vulvari, vaginali e del collo uterino
  • Esame ecografico per la valutazione dimensionale e strutturale dei genitali interni
  • Esame isteroscopico per l’analisi della cavità uterina laddove esista il sospetto di patologie, quali polipi endometriali, iperplasie endometriali, malformazioni uterine.

Pap Test

E’ un test che viene eseguito nell’ambito dei programmi di screening organizzati dal Sistema Sanitario Nazionale e viene offerto gratuitamente ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni.

Sulla base dei dati scientifici disponibili, tale intervallo di tempo rende massimi i benefici dello screening e riduce al minimo i costi e le visite richieste.

Le attuali lienee guide sull’argomento suggeriscono:

  1. eseguire il Pap test entro 3 anni dall’inizio dell’attività sessuale, ma comunque non prima dei 21 anni;
  2. è consigliabile sottoporsi al Pa test ogni 3 anni
  3. nelle donne di età inferiore ai 30 anni che presentano risultati anomali al Pap test (quali, cellule squamose atipiche di significato indeterminato – ASCUS), è possibile eseguire l’HPV test come indagine di follow-up per monitorare l’evolversi della situazione e stabilire l’opportunità o meno di sottoporsi a colposcopia
  4.  dai 30/35 anni, lo screening mediante Pap test (ogni 3 anni) può essere sostituito dall’HPV test ogni 5 anni.